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La lingua della sicurezza

La lingua della sicurezza: al CPIA 1 di Alessandria corsi serali gratuiti per lavoratori stranieri

C’è un punto, spesso invisibile, in cui la prevenzione incontra la vita reale: è la comprensione. Perché la sicurezza sul lavoro non è fatta soltanto di norme, procedure e dispositivi. È fatta anche di parole. E quando le parole non si capiscono fino in fondo, il rischio aumenta: un cartello interpretato male, una consegna fraintesa, un avviso ignorato non per superficialità ma per barriera linguistica.

Proprio per questo, grazie a un’Intesa sottoscritta con la Prefettura di Alessandria, il CPIA 1 di Alessandria avvia corsi di alfabetizzazione linguistica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti a lavoratori stranieri. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura, rappresenta un esempio concreto di cooperazione tra istituzioni: scuola e Prefettura che lavorano insieme per trasformare un bisogno reale in un’opportunità formativa accessibile e utile alla comunità.

I corsi inizieranno la prima settimana di febbraio e si svolgeranno in orario serale, per un totale di 4 ore a settimana, nelle sedi del CPIA 1 di Alessandria. Saranno completamente gratuiti, proprio per garantire la massima accessibilità a chi lavora, a chi ha impegni familiari, a chi sta costruendo il proprio percorso di stabilità.

Nel quotidiano, termini come rischio, pericolo, divieto, obbligo, emergenza, procedure, segnaletica, dispositivi di protezione possono sembrare scontati. Non lo sono affatto per chi arriva da Paesi e culture diverse, spesso con storie complesse e percorsi di integrazione ancora in costruzione. Eppure proprio quelle parole, e i concetti che contengono, possono fare la differenza tra un comportamento sicuro e un errore che costa caro. In questo senso, imparare la “lingua della sicurezza” non è un dettaglio: è un investimento sociale e morale. Significa ridurre il rischio di incidenti, aumentare la consapevolezza, costruire fiducia nei luoghi di lavoro e riconoscere che l’inclusione non è un discorso astratto, ma una responsabilità concreta.

«A nome mio e di tutta la comunità educante del CPIA 1 Alessandria – dichiara Marco Di Corrado, Dirigente Scolastico – desidero ringraziare sentitamente il Prefetto di Alessandria, Dott.ssa Alessandra Vinciguerra, e il Viceprefetto di Alessandria, Dott. Luigi Swich, che si sono spesi con particolare attenzione e sensibilità su questo tema. Ringraziamo la Prefettura per aver preso l’iniziativa: noi l’abbiamo colta con convinzione, perché crediamo che la scuola, quando lavora in rete con le istituzioni, possa generare opportunità reali e un beneficio diretto per l’intera comunità».

Per iscriversi è possibile recarsi presso la nuova sede di Alessandria in via Maria Bensi 2D oppure presso la sede amministrativa di Casale Monferrato in via Capello 3. L’invito è rivolto a tutti gli interessati: a chi già lavora e vuole orientarsi meglio tra indicazioni, regole, segnali e procedure; a chi sta cercando lavoro e vuole presentarsi con una consapevolezza in più; a chi, semplicemente, desidera sentirsi più sicuro e autonomo in un contesto che spesso pretende comprensione immediata. Chiediamo anche a chi conosce un lavoratore o una lavoratrice che potrebbe trarre beneficio da questo percorso di aiutarci a diffondere l’informazione, suggerendogli di venire a iscriversi.

In fondo il messaggio è semplice: la sicurezza non è un privilegio, è un diritto. E i diritti, per essere reali, devono essere comprensibili. Anche quando si parla lingue diverse. In questa iniziativa la cooperazione tra Prefettura e CPIA 1 mostra il suo valore migliore: istituzioni che non si limitano a richiamare principi, ma li trasformano in strumenti, orari, aule, percorsi. Perché prevenire significa anche educare. E educare significa, prima di tutto, farsi capire.

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