Cosa sono i PON?

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La sigla “P.O.N.” sta ad indicare “Programmi Operativi Nazionali”.

Tali programmi sono finanziati dalla Commissione europea per favorire la parità economica e sociale di tutte le regioni dell’Unione Europea e ridurre il divario tra quelle più avanzate e quelle in ritardo di sviluppo.

I fondi investiti per tale scopo sono detti Fondi strutturali. Essi si dividono in due grosse categorie:

  • FSE (Fondo Sociale Europeo): favorisce le competenze per lo sviluppo.
  • FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale): favorisce gli ambienti di apprendimento.

Le scuole, per accedere a tali finanziamenti, elaborano un Piano (insieme di Progetti) che viene valutato dall’Autorità di Gestione dei PON. A seguito di specifica autorizzazione ciascuna scuola avvia le procedure per la realizzazione del Piano Integrato di Istituto.

Ogni piano prevede, per la sua progettazione, attuazione e conclusione, una serie di operazioni sottoposte a rigidi controlli e un team di figure professionali selezionate secondo veri e propri bandi di concorso. Il tutto è svolto rispettando la massima trasparenza.

Il Programma contribuisce all’attuazione della Strategia UE 2020 volta a condurre l’Europa fuori dalla crisi, colmando le lacune dell’attuale modello di crescita e trasformandola in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale.
Incide in misura diretta nel favorire una crescita intelligente, fondata sulla conoscenza e l’innovazione, agendo sul fronte dell’innalzamento e adeguamento delle competenze di giovani e adulti, considerato che nei nuovi equilibri della competitività internazionale spesso sono le risorse umane qualificate – mediante la qualità dell’istruzione e del capitale umano – a fare la differenza.

L’adeguamento del sistema di istruzione in direzione delle sfide poste da una società globale in continua evoluzione, il rafforzamento delle competenze di giovani e adulti, la diffusione di competenze specifiche e il potenziamento del raccordo fra istruzione e mondo del lavoro, specie con riferimento all’istruzione tecnica e professionale, contribuiscono all’aumento dei livelli di occupazione, favorendo dunque l’avvicinamento agli obiettivi previsti per il 2020 anche in termini di riduzione del numero di persone in situazione o a rischio di povertà.

L’innalzamento dei livelli di istruzione, il contrasto dei divari territoriali e il rafforzamento di una “scuola di qualità per tutti” quale fattore di equità e di inclusione sociale incidono inoltre in misura significativa sulla coesione economica, sociale e territoriale.

E’ rafforzato il concetto di scuola “aperta” al territorio di riferimento, che preveda attività non solo rivolte agli studenti, ma anche alla cittadinanza, trasformandosi in un vero e proprio “centro civico” in grado di erogare attività didattiche, ricreative, sportive, sociali ma anche di sensibilizzazione rispetto ai temi legati del cambiamento climatico, quali la protezione del suolo e del territorio, l’efficienza energetica, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, ecc.

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