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Laboratorio creativo ONLINE di Pasqua

Laboratorio artistico ONLINE sulle tecniche di colorazione e decorazione delle uova a cura della Prof.ssa Cecilia Prete
Corso Disegno & Pittura dedicato agli adulti, Anno 2020-’21

Se per colorare e decorare uova non commestibili in polistirolo, legno o altri materiali si possono usare acrilici, scampoli di stoffa, carta velina, tecnica del decoupage… aggiungere brillantini, perline, bottoncini, nastri…, per colorare le uova da servire in tavola, occorre prestare un’attenzione particolare e seguire alcuni indispensabili consigli. Il modo più pratico è quello di colorare le uova sode aggiungendo durante la bollitura, qualche goccia di colorante alimentare (quelli per decorare i dolci). Questi coloranti funzionano anche in acqua fredda. Ancora meglio, però, si possono utilizzare e “fabbricare” i coloranti naturali utilizzando come materia prima, ingredienti a noi comuni, scegliendo frutta, verdura, spezie, erbe particolari. Tagliate con cura, vanno immerse in una pentola d’acciaio con un litro d’acqua portata ad ebollizione. Quando l’acqua bolle si aggiungeranno le uova per circa 12 minuti, fino a quando non saranno completamente sode. Un segreto del mestiere è, prima della cottura, strofinarle con aceto e, subito dopo averle tinte, passare dell’olio vegetale in modo che risultino più brillanti.
Per creare le colorazioni desiderate, si possono aggiungere all’acqua di cottura i seguenti ingredienti. La quantità è variabile a seconda della tipologia d’ingrediente e del numero delle uova e delle sfumature che si vogliono ottenere.

Come ottenere tinte diverse con ingredienti naturali
– Giallo: fiori di camomilla, zafferano: la polvere si presta bene già così com’è, se invece si hanno a disposizione i pistilli vanno prima messi in acqua in modo che rilascino tutto il colore. Ananas: si può schiacciare oppure frullare facendo attenzione che non rimangano pezzetti di fibra interi. Peperoni: naturalmente vanno scelti nella variante gialla. Si frulla la polpa, si filtra e si cuoce per far rapprendere un po’.
– Arancione: bucce di cipolla, paprika, curcuma. Carote: vanno leggermente cotte in acqua bollente e poi frullate per utilizzarne il succo polposo. Arance: di questi agrumi si può utilizzare la scorza finemente grattugiata o frullata in poca acqua.
– Rosso: barbabietola rossa cotta, cavolo rosso, tè rosso, karkadè. Fragole: questi frutti vanno prima cotti per alcuni minuti e poi schiacciati e scolati per ricavare solo il liquido rosso che si è formato. Pomodoro: occorre frullarlo facendo poi attenzione a togliere i semini. Ciliegie: togliere il nocciolo e frullarle.
– Rosa: mix tra cavolo rosso e limone: la reazione tra queste due sostanze pestate insieme in un mortaio o frullate, daranno vita ad un rosa che tende al fucsia.
– Viola: succo d’uva, vino rosso, barbabietola: questo ortaggio lesso poi schiacciato o frullato è un ottimo colorante che tende al viola o al rosso bordeaux. More o mix di frutti di bosco: frullate le more oppure il mix di frutti di bosco da calibrare in base al colore che si vuole ottenere aggiungendo più lamponi, mirtilli, fragole o more. Filtrate poi il tutto e cuocete per qualche minuto a fuoco lento.
– Blu: mirtilli: vanno frullati, filtrati e poi messi sul fuoco (basso) in modo che il succo si rapprenda un po’. Cavolo rosso e bicarbonato: frullate il cavolo, prendete solo la parte liquida e aggiungete un po’ di bicarbonato fino a che il colore non si trasforma in blu.
– Verde: molto indicati gli spinaci che possono essere prima bolliti e poi frullati, oppure si può estrarre il colore prima schiacciandoli in un mortaio e poi facendoli macerare in alcool (da far evaporare tutto alla fine, mettendoli sul fuoco). Prezzemolo: va pestato nel mortaio finché non diventa un composto liscio, in alternativa frullato con un goccio d’acqua. Menta: si può pestare oppure frullare facendola diventare di consistenza omogenea. Tè matcha: questo è un colorante comodissimo e già pronto, basta acquistare la variante di tè verde giapponese in polvere. Alghe: alcune alghe sono particolarmente indicate per diventare coloranti, basta ad esempio bagnare e poi pestare le alghe nori oppure utilizzare direttamente della spirulina in polvere (tenete presente però che questo verde avrà delle sfumature blu).
– Marrone: caffè e tè nero: potete utilizzare la polvere finemente macinata dove più vi occorre. Cacao: la variante in polvere amara si presta bene all’utilizzo come colorante alimentare.
– Nero: carbone vegetale: la polvere di questo integratore naturale è di colore scuro e si utilizza anche per realizzare pane e pizza dal classico colore grigio/nero. Semi di sesamo neri: procuratevi questi piccoli semini di colore scuro, poi macinateli e riduceteli in polvere.
– Bianco: è probabilmente il colore più difficile da ottenere. Potete provare comunque utilizzando farina di cocco finemente grattugiata o zucchero: quello raffinato può essere aggiunto a cucchiai fino a che non si ottiene l’effetto bianco desiderato.

Come creare effetti originali sulla superficie delle uova

Potete anche creare delle colorazioni a parte mescolando i colori primari per ottenere nuove tinte, ad esempio abbinando rosso e blu per il viola, giallo e rosso per l’arancione, giallo e blu per il verde. Se volete, si possono realizzare motivi fogliati o a righe, seguendo ulteriori passaggi. Ovvero: all’esterno dell’uovo occorre mettere delle piccole foglie, inserirlo in una calza ben stretto e immergerlo nel colore che si preferisce, oppure avvolgerlo in un elastico e poi metterlo nel colore per creare delle righe. Per ulteriori effetti originali si possono coprire solo alcune parti di uovo con nastro adesivo, elastici, spago… per ottenere delle zone non colorate. I coloranti vegetali così preparati in casa, possono essere utilizzati in tanti altri modi e non solo per colorare altri piatti e pietanze (gnocchi o pasta rossa, verde, fare macaron…). Ad esempio, si possono dipingere fogli e tele, tingere i tessuti, colorare saponi e altri cosmetici fatti in casa, fare la pasta di sale. Naturalmente se si intende utilizzarli in cucina bisogna fare attenzione al dosaggio e a quale colorante si sceglie nelle diverse ricette per evitare che il sapore di ciò che si prepara non ne risenta negativamente.

Un’altra tecnica utilizzando le uova vere, ma solo per scopi decorativi è quella di dipingerle dopo averle svuotate del loro contenuto. Appena asciugate, si inizia la lavorazione e l’immersione in bagni successivi di colori. Le linee decorative possono essere tracciate con un pennarello speciale e ricoperte di cera d’api, che impedisce la colorazione uniforme durante l’immersione. Per la scelta del soggetto si può prendere ispirazione da elementi vegetali, religiosi, geometrici, zoomorfi. I gusci devono essere duri e resistenti durante la lavorazione. Si possono utilizzare uova di gallina, di oca, di anatra e di struzzo. Altrettanto originali sono le sculture realizzate in uova traforate. Per realizzarle serve vuotarle e bucarle con un trapano da modellismo (tipo il Dremel, con mandrino 0,8-3,2 mm). Passaggi: identificati i punti centrali sia sulla sommità dell’uovo che sul lato opposto, procedere con delicatezza ma fermezza per praticare due fori. Soffiare vigorosamente all’interno per far uscire il contenuto. Immergere il guscio in un bicchiere di candeggina, in modo che si riempia e resti sommerso per 10-15 minuti, muovendolo un po’ per agevolare l’uscita dei residui. (La schiuma che si forma è la cuticola interna che si scioglie). La candeggina servirà anche per eliminare timbri vari dalla superficie. Disegnare con una matita e procedere con il trapanino. Non fare buchi troppo vicini per evitare che il guscio diventi fragile e si rompa. Mentre si procede con i fori, mantenere sempre l’uovo tra le mani per attutire le vibrazioni, lasciato infatti su una superficie rigida come il tavolo, si romperà. Per ottenere degli effetti 3d, consiglio di procurare un gel apposta (ad es. il Fun Liner Magic della marca Marabù) che ad alte temperature (phon/forno) si gonfia. Con questo si possono sottolineare i contorni dei fori o creare decorazioni particolari.

Curiosità dal mondo: la tradizione dei paesi dell’Est

La tradizione delle uova decorate è molto sentita in Romania, dove non è raro incontrare persone in abiti tradizionali che dipingono questi piccoli capolavori, grazie ai segreti tramandati dalle nonne, davanti all’entrata di monasteri ed altri luoghi turistici. Nel Museo dell’uovo di Vama, Provincia di Suceava, nella Regione Bucovina (a nord-est della Romania), vi sono esposti oltre 3.000 esemplari, tra i quali si trovano anche uova di quaglia, di coccodrillo e di tartaruga. Anche in Repubblica Ceca quest’usanza è molto seguita e nelle piazze e nelle vie principali, abbondano mercatini e addobbi tematici. Stessa cosa avviene a Vilnius, in Lituania, alla festa del patrono S. Casimiro. Il forte legame fra la tecnica tradizionale della decorazione dell’uovo e queste Terre è omaggiato anche tramite la collocazione, in svariate città, di queste uova-monumento di dimensioni gigantesche. In Russia lo scambio di uova per la Pasqua ortodossa risale al regno seicentesco dello Zar Alexei Mikhailovich Romanov, quando si regalavano in legno dipinto o osso intagliato. Nella cittadina Sergiev Posad, (70 km da Mosca), sopravvive questa abilità, affinata nell’antico e sacro Monastero maschile della Trinità, dove artisti unici continuano a creare capolavori al pari delle icone. Che dire, poi, delle uova di San Pietroburgo… le mitiche creazioni di Peter Carl Fabergé, l’orafo degli zar Alessandro III e Nicola II. Una tradizione che parte dal 1885 fino al 1918, quando la produzione si fermò a causa dei tragici eventi della nobile famiglia e molte uova andarono perdute in giro per il mondo.

Simbologia delle uova dipinte

Quella di decorare le uova vere è un’usanza talmente antica che si perde nel tempo. Identificate come simbolo di rinascita e rinnovamento fin dalle epoche pagane, sono sempre state sinonimo della celebrazione della primavera e del germogliare della vita che si rinnova. Un significato che permane tuttora, soprattutto nei Paesi dove la stagione fredda è spesso impietosa e duratura. Con l’avvento del Cristianesimo, le uova diventano dono pasquale poiché emblema della Resurrezione di Cristo. In particolare, quelle tinte di rosso, associate alla sua passione. In merito a questo, esiste anche una leggenda che vede le uova nel cesto di Maria, inginocchiata sotto la croce, tingersi di rosso a causa del sangue del Figlio sofferente. Mentre nel mondo rurale l’augurio era rappresentato dallo scambio di uova sode, avvolte in foglie e fiori in modo che si colorassero naturalmente, in quello nobiliare i ricchi signori commissionavano uova in materiali preziosi, come argento e oro. Nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra del XIV sec, risulta segnata una spesa per 450 uova rivestite in foglia d’oro, come regalo pasquale. Successivamente, viene introdotta l’idea della sorpresa all’interno dell’uovo, da un mastro cioccolatiere del Piemonte. Ma è Fabergé a dare vita a magie di elevata creatività e abilità tecnica. La tradizione delle uova pasquali di cioccolato, invece, si deve al re Sole, Luigi XIV. Fu lui, a inizio ‘700, ad ordinare al suo chef pasticcere, David Chaillou, un uovo di crema di cacao. Per la nascita del dolce che conosciamo oggi, bisogna attendere il 1825, quando il pasticcere olandese Coenraad van Houte realizza il primo uovo al cacao vuoto all’interno. L’avvio di una produzione di uova di cioccolato, non artigianale ma in serie, è di John Cadbury nel 1875, pochi anni dopo l’avvio della vendita di massa di scatole di cioccolatini (1868). In questa stessa data, nasce anche la produzione industriale dell’ovetto Kinder, idea di William Salice che così facendo, riesce ad interpretare il pensiero del patron Ferrero: regalare ogni giorno, ai bambini di tutte le età, l’emozione della sorpresa di pasqua.

ESEMPI realizzati durante il Laboratorio

      

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